No ai Fuochi Artificiali Stampa E-mail
Una scelta Eco-Responsabile

Abbiamo raccolto le firme, ne abbiamo raccolte tante.

Questo significa che non siamo pochi “pazzi” intransigenti, ma che esiste un malessere diffuso contro questa pratica che da pochi anni sta dilagando in Val Rendena.
Significa anche che c’è ancora forte in Val rendena un sentimento di salvaguardia del territorio, della cultura della montagna e del nostro ricchissimo patrimonio che è fatto di boschi, prati, animali, silenzi, cieli limpidi e stellati, atmosfere leggere da godere con consapevolezza ed attenzione.

La montagna è sempre stata e resterà sempre il Regno del Silenzio, un luogo dove ci si può inebriare con suoni piccoli: il fruscio del vento, il gorgoglio dei ruscelli, il canto di un uccello o il bramito di un cervo, lo scampanio delle vacche al pascolo; non un luogo adatto per la musica da discoteca sparata nei “rifugi”, dei clacson, delle urla da stadio, dei botti sparati nella quiete della notte.

La montagna è sempre stata e resterà sempre il Tempio della Luce, della luce forte del sole, dello scintillio delle stelle, del bagliore diffuso della luna o della luce schioppettante di un fuoco nel caminetto; non delle luci artificiali, dei neon, dei fari, dei LED o dei fuochi d’artificio.

La montagna è sempre stata e resterà sempre l’Armonia dei Colori, del blu cobalto del cielo, del bianco delle nevi, delle infinite sfumature dei verdi, del rosa delle cime al tramonto e della sinfonia visiva di un bosco in autunno; non delle insegne sgargianti, delle case “arlecchinamente” colorate, dei colori violenti sparati nel buio.

È una questione di cultura, di sensibilità, di rispetto e di tradizione.
Si sono commessi molti sbagli negli anni passati, cercando di adeguare la montagna al turista ed alle sue esigenze, senza rendersi conto che era il turista che con rispetto avrebbe dovuto avvicinarsi alla montagna, alla sua primitiva asprezza alla sua magia incontaminata.
Forse i tempi stanno cambiando, forse possiamo farli cambiare noi, cominciando da cose piccole, semplici ma significative. Dobbiamo salvare ciò che resta di vero nel nostro territorio, dobbiamo resistere ad una spinta modernizzatrice che tutto scavalca e tutto confonde.

I fuochi d’artificio sono dannosi per l’ambiente (fumi, inquinamento acustico e luminoso), sono potenzialmente pericolosi (si tratta di esplosivi, feriti e morti riempiono le cronache di ogni dicembre), spaventano a morte i nostri animali selvatici e domestici (alcuni cani sono morti di spavento, nel bosco possiamo solo immaginare il terrore!), sono incredibilmente costosi (impegnamo meglio i soldi pubblici), ma sopra ogni cosa sono incoerenti al nostro ambiente, non fanno parte della nostra cultura e della nostra sensibilità montana (semmai proviamo a sostituirli con un bel falò, intorno al quale si possa bere un buon bicchiere di vino e cantare in compagnia).

La Val Rendena potrebbe diventare, con l’impegno di tutti i comuni, la prima valle “Libera da Artifici”, un bel esempio da seguire anche per altre realtà.  Sarebbe inoltre una bella pubblicità e un passo importante anche per la certificazione ambientale EMAS che tutti i comuni hanno sottoscritto, la quale ha come finalità: “...garantire ed incentivare una cultura di attenzione verso un patrimonio unico da valorizzare ma sopratutto da rispettare, nell’ottica di uno sviluppo eco-sostenibile.” 

Certo, il problema dell’ambiente non si risolve semplicemente abolendo la pratica dei “botti” ma facciamo un passo alla volta, adesso occupiamoci di questo.

Con questa raccolta di firme chiediamo che ogni comune ed ogni ente di promozione turistica si impegnino a limitare, se non ad abolire definitivamente, gli spettacoli pirotecnici nel territorio di loro competenza, per il rispetto di chi vi abita da sempre, per tutti gli animali, selvatici e domestici.

Comitato contro i fuochi artificiali