I Due Fiumi Stampa E-mail

Fino a quel giorno non v’erano mai stati problemi fra i due fiumi che bagnavano il paese di Stregonia.
Uno scendeva dalle montagne a nord del paese, l’altro da un piccolo monte a sud; si incontravano alla fine delle colline, dove cominciava la pianura, presso un grosso albero  di ciliegio che, a guardarlo fiorito, era uno spettacolo da togliere il fiato.
Da lì in poi, da sempre, i due fiumi diventavano una cosa sola che scendeva con più calma, ma inarrestabile, verso il mare.
Quel giorno però tutto sembrò cambiare.
Quel giorno il cielo si oscurò di un ombra che non si era mai vista da quelle parti. Qualcuno diceva che era una nuvola tossica proveniente dalle puzzolenti fabbriche del  vicino paese di Dogmaria. Un vento anomalo aveva trasportato quella nube fin sopra i verdi prati di Stregonia.
Da qualunque parte provenisse, quella nuvola si fermò proprio sopra i due fiumi e cominciò a lasciar cadere una pioggerella fitta fitta che scendeva diritta come una spada verso terra. Tutti notarono che non si trattava di una pioggia normale, era giallastra e emanava un cattivo odore, i più si ripararono nelle loro case o tane, i fiori si chiusero ma per i due fiumi non ci fu nulla da fare: erano destinati a bagnarsi completamente (cosa che per un fiume non è affatto strana) e confondere le loro acque limpide con quelle goccerelle insidiose.
I due fiumi inquinati da  quell’ acqua, si trasformarono, le acque divennero subito più agitate e senza volerlo cominciarono a guardarsi di traverso, cosa che mai prima si era verificata:
- Non vedi che sei troppo impetuoso, mi rubi tutto lo spazio.
Cominciò a dire uno appena sotto il grosso ciliegio.
- Veramente sei tu che mi invadi, poi io sono più grosso e ho diritto a più spazio.
Replicò l’altro alzando schiume di rabbia.
- Sarai anche più grosso ma non sei mai stato limpido, dalle tue montagne sai portare solo sabbia e fango.
- Ma senti chi parla, non ti sei mai accorto che la tua montagnola del sud è carica di silicio e di zolfo? Ma non senti come puzzi?
- Guarda che sono minerali importanti e valgono più del tuo ferro rugginoso.
- Non ti permettere mai più. Io che vengo dal nord contengo anche oro.
- No caro, di oro ne porto più io...
Non se ne poteva più. Non si era mai visto due fiumi litigare così.
La situazione andava peggiorando sempre di più, oramai i due fiumi avrebbero preso volentieri strade diverse per raggiungere il mare ma questo non era possibile: l’acqua è destinata a seguire tutta lo stesso percorso.
I pesci erano quelli che soffrivano di più di questa situazione, il loro fiume era tutto agitato e non si riusciva più ne a dormire ne a vivere in santa pace.
Un giovane pesciolino arancione, piccolo ma coraggiosissimo prese una decisione che ammutolì (come se ce ne fosse stato bisogno) gli altri pesci:
- Basta. Andrò io dal Mare a riferirgli quello che sta succedendo qui. Poi ci penserà lui a rimettere le cose a posto.
Era un pesciolino proprio buffo, era tozzo, sembrava un piccolo cuore galleggiante.
Non fu facile spingersi così lontano da casa, fu faticoso raggiungere il Mare ma lui ce la fece.
Il Mare ascoltò attento il racconto del pesciolino, d’altronde si era già accorto che qualcosa stava succedendo più a monte. Alla fine ringraziò il messaggero e partì.
Avete mai visto un mare arrabbiato risalire il fiume?
È uno spettacolo straordinario e rarissimo, in brevissimo tempo Mare li raggiunse e con un’ onda altissima li fermò.
- Ma vi siete impazziti tutti e due?
Urlò con la voce potente che potete immaginare.
- Da quando in qua l’ acqua litiga con se stessa? Nemmeno dal canale puzzolente che scende da Dogmaria ho sentito dire bestialità simili. Credete davvero che le vostre differenze potrebbero dividervi? Che uno di voi sia superiore all’altro?
Credete che le vostre differenze siano incolmabili e non vi rendete conto che la vostra forza sta nella vostra unione. Cosa importa chi porta cosa, quali minerali o chi abbia l’acqua più trasparente o più profumata, voi siete acqua, siete vita, io ho bisogno di tutti e due per essere mare.
Quando mai hanno avuto importanza i monti dai quali venite, le rocce diverse che avete scavato ed accarezzato nel vostro viaggio, i prati che avete bagnato ed i cieli che avete visto, che dovrei dire io allora che sono più diverso di tutti voi, io che sono salato, eppure tutti accolgo e tutti mi nutrono e mi fanno vivere?
Il pesciolino coraggioso a forma di cuore, che si era fatto trasportare dall’onda marina fino a li senza fatica, annuiva in silenzio.
Fatto sta che quell’onda marina era riuscita a dissolvere le goccioline velenose e le parole imperiose del mare...